Impressioni varie sulla dodicesima giornata: Parma - Fiorentina (0-4)

 

- MATCH: ultima partita dell'anno prima della lunga sosta natalizia (ritorno in campo previsto l'8 gennaio con Parma-Inter, ultima giornata dei gironi di Coppa Italia). Contro una Fiorentina ben messa in campo la squadra crociata (oggi in tenuta celebrativa blu scura) gioca un buon avvio di gara, avendo anche l'opportunità di portarsi in vantaggio con Martinovic, salvo poi subire però il gol di Jóhannsdóttir che trafigge Capelletti di testa. Il Parma, a corto di fiducia, accusa il colpo e nella ripresa la Fiorentina un po' alla volta prende il largo, senza che la squadra di mr Panico riesca a impensierire Schroffenegger. Finisce 0-4.

- SCHIERAMENTO: alla quarta gara Panico prova per la prima volta a rimescolare le carte, inserendo dal primo minuto Cox e Arrigoni e tenendo a riposo Jelenčić e Farrelly, per averle a disposizione più fresche all'inizio del secondo tempo. Con giocatrici diverse, soprattutto a centrocampo, la mediana si struttura in una sorta di rombo per sfruttare meglio la dinamicità di Arrigoni, meno incontrista di Farrelly. Dopo l'ingresso di Acuti, si rivedono in campo nel finale anche Caiazzo e Nicolini.

- PRO: gli aspetti positivi della giornata di oggi arrivano più che altro dagli altri campi, dove le dirette concorrenti restano per ora a secco e non allungano. Per il resto, fino al gol dell'1-0 si può dire che il Parma pur subendo la pressione organizzata della Fiorentina aveva retto bene tutto sommato, proponendosi anche in attacco e confezionando un'ottima occasione da gol con Banušić e Martinovic, aiutate anche dal movimento di Cambiaghi (buona e dispendiosa la prova di quest'ultima).

- CONTRO: dopo essere andato in vantaggio con Juve e Inter e aver pareggiato subito col Sassuolo, il Parma ha invece fatto molto fatica a reagire oggi, perdendo man mano quella fiducia e quella determinazione che nelle ultime partite avevano contribuito a mantenere la lucidità anche oltre le energie disponibili. La Fiorentina, senza strafare, ne ha approfittato mettendo in campo una maggiore esperienza e un'organizzazione impeccabile, mentre il Parma invece si disuniva progressivamente e si salvava da un passivo peggiore grazie a Capelletti. Ora le crociate devono solo pensare a ricaricare le pile, sia fisiche che mentali, perché il campionato è ancora apertissimo e la squadra ha già dimostrato di poter essere più forte di quella vista oggi. Alla società invece tocca il compito di intervenire per non ritrovarsi di nuovo con le giocatrici contate e per aumentare la profondità delle scelte a disposizione.

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