Impressioni varie sulla nona giornata: Parma - Juventus (1-2)

 


- Il Parma non arrivava certo a questa sfida con i favori del pronostico, che anzi prevedeva una Juventus ansiosa di chiudere il prima possibile la pratica per potersi concentrare sulla prossima sfida di Champions con l'Arsenal. La prestazione delle gialloblù invece è enorme e, alla prima uscita ufficiale di mr Panico, il Parma riesce a tenere botta nell'assalto iniziale bianconero e a passare poi in vantaggio dopo neanche 20 minuti con Martinovic (terzo gol in campionato), sovvertendo il solito copione visto nelle prime 7 partite. Il primo tempo si chiude con un Parma battagliero che impedisce alla Juve di ragionare e va negli spogliatoi meritatamente in vantaggio. La prestazione rimane di altissimo livello anche nella ripresa e Montemurro deve dar fondo a tutta la sua panchina di campionesse per riuscire a ribaltare il risultato, riuscendoci infine solo all'ultimo secondo. La squadra gialloblù esce comunque a testa altissima, punita oltremodo al termine di una grandissima gara.

- Il Parma si presentava al Tardini recuperando solo Giovana Maia in panchina ma senza Silvioni, nuova assenza che ha limitato ulteriormente i ricambi a centrocampo (reparto cortissimo fin dagli infortuni estivi di Errico e Vaitukaitytė e che forse avrebbe richiesto qualche intervento già allora). Stavolta è Jelenčić a spostarsi al centro della difesa con Santoro che torna al suo ruolo di terzina. Al centro del campo la solita Benoît in regia tra Bardin e Farrelly, mentre davanti tridente con Martinovic, Banusic e Cambiaghi. Dentro nella ripresa Acuti, Arrigoni e Giovana Maia.

- L'unica cosa negativa della partita è il risultato, maturato fra l'altro solo in seguito a due grandi giocate di Boattin (gol) e Girelli (assist) oltre il 90'. Per il resto è impossibile recriminare qualcosa sulla prestazione delle gialloblù. A partire da una gigantesca Capelletti, non a caso premiata prima del match come miglior giovane portiera della passata stagione. Ma enorme è stata anche la prova della difesa, da un'instancabile Santoro a un'attentissima Heroum, da una monumentale Jelenčić a un osso durissimo come Williams. La fase difensiva ha però coinvolto tutta la squadra, e in questo senso sono state ottime le prove di centrocampo e attacco, in grado di pressare e coprire bene il campo, tenendo corta la squadra per essere pronte a ripartire in fase offensiva, con una Martinovic elettrica su ogni pallone. Nel complesso la squadra ha dato tutto, giocando in maniera forse meno ambiziosa ma molto efficace e compatta, dando seguito ai buoni segnali visti già contro la Sampdoria e con un atteggiamento che lascia ben sperare per il futuro. Questa gara ha ribadito che la squadra c'è, è forte, la rabbia per il risultato di oggi deve servire ora a mantenere questo spirito e questa unità per giocarsela contro chiunque.


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